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LavoroWork · 2023

Tears From The Void

Enrico Fedrigoli, Vincenzo Scorza / Black7even, Eleonora Fabrizi

performanceperformance arte digitaledigital-art

Crediti

Performer Performer musica / elettronica music / electronics
Artista digitale Digital artist
Produzione / gestione tecnica Technical production apparato tecnico audio-video e sessioni di ascolto audiovisual technical setup and listening sessions
Con / collaborazioni

Enrico Fedrigoli · Eleonora Fabrizi

Tears from the Void

Mostra + performance

Enrico Fedrigoli, Vincenzo Scorza / BLACK7EVEN, Eleonora Fabrizi

cura Simone Azzoni

L’allestimento fotografico è curato da Simone Azzoni (critico) e Simone Gheduzzi (architetto), secondo il comunicato coevo.

con il sostegno di perAspera Festival

Tears from the Void è un dialogo multidisciplinare in una sintesi multimediale.

Arte digitale, fotografia analogica, danza contemporanea e musica elettronica riconfigurano il loro statuto semantico e comunicativo mettendo in gioco la storia del genere e il confine epistemologico che ne determina lo statuto iconografico e performativo.

Le immagini digitali sono prodotte da Vincenzo Scorza, a partire dal suo progetto Void Scrolling (creato sotto lo pseudonimo BLACK7EVEN e distribuite nei circuiti dell’arte su blockchain).

Sono il risultato di un processo di trasformazione digitale che riflette la velocità e il caos della società contemporanea. Il feed personale dei principali social network è stato catturato a schermo e massicciamente modificato attraverso sovrapposizioni, variazioni di velocità, erosioni, mutamenti, un processo digitale di trasformazione in cui il suono scivola dal ruolo di mero supporto alle immagini per diventare protagonista del processo stesso controllandone i parametri degli algoritmi metamorfici.

Da questo flusso audiovisuale di scrolling infiniti e disturbati, che sono lo specchio di una società che si è definitivamente votata al mito della velocità, sono stati estratti e selezionati un piccolo gruppo di still-frames.

Enrico Fedrigoli ha catturato con il banco ottico questi complessi paesaggi digitali. La sua fotografia ha colto e fissato dagli ingrandimenti proiettati infinite trame e dettagli psicogeografici. Il digitale si è metabolizzato nell’analogico, l’immateriale nel materico.

Un secondo set di impressioni sulla pellicola è stato effettuato in seguito da Fedrigoli per fissare le immagini del corpo danzante di Eleonora Fabrizi, secondo la collaudata tecnica della doppia esposizione.

Fabrizi ha creato una coreografia sulle musiche originali realizzate da Scorza.

Rigore e casualità, generazione randomica e rigore compositivo sono le variabili entro cui agisce l’irrazionalità del processo percettivo, sinestetico e d’imprevedibile potenzialità ulteriormente immaginativa.

Tears from the Void è un percorso intra e intermediale che supera di gran lunga i sogni avveniristici dell’opera totale. Danza, immagine e teatro si rompono dentro rizomi innestati sull’omogeneità del processo creativo.

Tears from Void è un rivelarsi delle cose che procede da un’assenza che non è mancanza di senso ma filtro della realtà sensibile, un’assenza che viene lacerata dal senso estetico e dai cui squarci grondano lacrime di senso.

Una assenza che è come un velo che separa il mondo tangibile da una dimensione più profonda e misterica. Pertanto, il doppio senso del titolo, giocato sulla parola “tear”: lacrima/squarcio. Tears from the Void è un lacerare l’assenza, uno strappare dal vuoto, il lacrimare di una mancanza.

Tears from the Void a perAspera 2023

Media e documentazione

Press e segnalazioni

Tears from the Void

Exhibition + performance

Enrico Fedrigoli, Vincenzo Scorza / BLACK7EVEN, Eleonora Fabrizi

curated by Simone Azzoni

The photographic exhibition setup was curated by Simone Azzoni (critic) and Simone Gheduzzi (architect), as specified in the contemporary press release.

with the support of perAspera Festival

Tears from the Void is a multidisciplinary dialogue brought together in a multimedia synthesis.

Digital art, analogue photography, contemporary dance and electronic music reconfigure their semantic and communicative status, bringing into play the history of the genre and the epistemological boundary that determines their iconographic and performative status.

The digital images are produced by Vincenzo Scorza, starting from his Void Scrolling project (created under the pseudonym BLACK7EVEN and distributed through blockchain-based art circuits).

They are the result of a digital transformation process reflecting the speed and chaos of contemporary society. The personal feed of the main social networks was captured on screen and extensively modified through overlays, changes of speed, erosion and mutation: a process of digital transformation in which sound shifts from being merely an accompaniment to images to becoming the protagonist of the process itself, controlling the parameters of metamorphic algorithms.

From this audiovisual stream of endless, disturbed scrolling—which mirrors a society that has definitively embraced the myth of speed—a small set of still frames was extracted and selected.

Enrico Fedrigoli captured these complex digital landscapes with a view camera. His photographs caught and fixed, from the projected enlargements, infinite textures and psychogeographical details. The digital was metabolised by the analogue, the immaterial by the material.

A second set of exposures on film was subsequently made by Fedrigoli to fix images of Eleonora Fabrizi’s dancing body, using the established double-exposure technique.

Fabrizi created a choreography to original music composed by Scorza.

Rigour and chance, random generation and compositional rigour are the variables within which the irrationality of the perceptual and synaesthetic process acts, with a further unpredictable imaginative potential.

Tears from the Void is an intra- and intermedial journey that far exceeds futuristic dreams of the total work of art. Dance, image and theatre break apart within rhizomes grafted onto the homogeneity of the creative process.

Tears from Void is a revealing of things that proceeds from an absence which is not a lack of meaning but a filter of sensible reality: an absence torn by aesthetic experience, from whose rifts tears of meaning pour.

An absence like a veil separating the tangible world from a deeper, more mysterious dimension. Hence the double meaning of the title, playing on the word “tear”: a teardrop and a rip. Tears from the Void is a tearing of absence, a ripping from the void, the weeping of a lack.

Tears from the Void at perAspera 2023

Media and documentation

Press and listings

PersonePeople Enrico Fedrigoli · Eleonora Fabrizi

Date

Repliche / presentazioni