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PubblicazioneRelease · 2018

Le cose che non ho vissuto

Vincenzo Scorza

AlbumAlbumself-released

Le cose che non ho vissuto è un album di Vincenzo Scorza, pubblicato il 15 febbraio 2018.

Un viaggio di scoperta, che esplora le possibilità del tempo immobile, della ripetizione che congela gli istanti. Un suono caratterizzato da una profonda nostalgia, un senso di vuoto che oltrepassa il concetto di tempo lineare, vibrazioni che risiedono staticamente in un irrisolto limbo temporale. Una musica non-cinematica, sfocata e distante, lenta e reiterata, quasi immobile, fredda eppure empatica. Come un lontano fortunale sul mare invernale osservato dalla riva. È composta da una delicata miscela di campioni audio severamente rimaneggiati, tratti da vinili obsoleti e oscuri, spesso contenenti reperti più che musica propriamente detta, ma anche da suoni sintetici a volte gravi, a volte fragili.

Questa musica chiede un patto condiviso a chi ascolta: la condiscendenza nel farsi trasportare mano nella mano in una esplorazione dei dettagli di un grigio e mediterraneo panorama invernale, nella quale l’esecutore diviene anch’egli osservatore distante della propria indagine sonora. Conosciamo entrambi la stazione di partenza, ma non quella di arrivo, né se mai torneremo.

Tracce:

  1. Taranto — 09:36
  2. Lontano — 06:19
  3. Fior d’acqua — 08:00
  4. Shoreline — 09:41

Ascolta l’album su Bandcamp

Le cose che non ho vissuto is a solo album by Vincenzo Scorza, released on 15 February 2018.

A journey of discovery exploring the possibilities of motionless time, of repetition that freezes moments. The sound is marked by deep nostalgia, a sense of emptiness beyond linear time, vibrations suspended in an unresolved temporal limbo. Non-cinematic music: blurred and distant, slow and repetitive, nearly immobile, cold yet empathetic. Like a faraway storm over the winter sea, observed from the shore. Its delicate mixture combines heavily reworked samples from obscure, obsolete vinyl records — often containing traces and artefacts rather than music in the usual sense — with synthetic sounds, at times deep, at times fragile.

This music asks listeners to enter into a shared agreement: to let themselves be guided, hand in hand, through the details of a grey Mediterranean winter landscape, where the performer becomes a distant observer of the very sonic investigation he conducts. We know the station from which we leave, but neither where we will arrive nor whether we will ever return.

Tracks:

  1. Taranto — 09:36
  2. Lontano — 06:19
  3. Fior d’acqua — 08:00
  4. Shoreline — 09:41

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